Articoli

Luglio 02 San Bonifacio

San Bonifacio
Martire
2 luglio mr
Cartagine

A Cartagine, ricordo dei SS. martiri Liberato, abate, Bonifacio, diacono, Servio e Rustico, suddiaconi, Rogato e Settimo, monaci, e il fanciullo Massimo, che, durante la persecuzione scatenata dal re ariano dei Vandali Unnerico, dopo essere stati sottoposti a terribili torture, portarono a compimento il duro percorso della loro battaglia, venendo incoronati dal Signore: alcuni bruciati, altri picchiati con le mazze, le teste fracassate dai colpi dei bastoni, per essersi professati cattolici ed aver difeso l'unicità del battesimo.

Luglio 05 Sant' Atanasio di Gerusalemme

Sant' Atanasio di Gerusalemme
Martire
5 luglio mr
† Gerusalemme 451

Atanasio, diacono della Chiesa della Resurrezione di Gerusalemme. Durante il Concilio di Calcedonia (451), un monaco chiamato Teodosio approfittò dell’assenza del suo vescovo, Giovenale, per far ribellare il popolo di Gerusalemme contro il concilio. Si dichiarò capo degli eutichiani, un gruppo di seguaci di Eutiche di Costantinopoli, che negava l’esistenza della natura umana in Cristo. Atanasio rimproverò pubblicamente Teodosio per lo scandalo che stava causando nel dividere la Chiesa, e sostenne fermamente le decisioni del concilio. Teodosio, considerandolo un fastidioso ostacolo lo fece uccidere o lo uccise lui stesso. Atanasio non è ricordato né nei sinassari, né negli altri libri liturgici greci; fu introdotto nel Martirologio Romano dal Baronio che ne fissò la commemorazione al 5 luglio.

Luglio 14 San Giusto

San Giusto
Martire
14 luglio

Non si è conservata alcuna Vita di questo santo irlandese. È detto figlio di Fergus e nipote di Cathair Mór, re del Leinster. Ammesso nel gruppo dei missionari di s. Patrizio, fu ordinato diacono ed incaricato da Patrizio stesso delle chiese di Ardbraccan e di Fidarta . Poiché il Land's End fu evangelizzato dall'Irlanda, Giusto potrebbe essere il patrono di St. Just .

Luglio 12 San Fortunato

San Fortunato
martire
12 luglio mr
III sec. Aquileia , COMPATRONO BASILICA DI AQUILEIA

Ermacora, discepolo di S. Marco, venerato come il protovescovo e protomartire di Aquileia fu associato nel culto al diacono Fortunato. La sua figura può essere collocata verso la metà del sec. III. Ai due santi, che appaiono nel Martirologio geronimiano, è dedicata in subordine la basilica di Aquileia dopo la dedicazione mariana. Nelle diverse redazioni nelle quali ci fu tramandato il Martirologio Geronimiano, i due martiri sono notati sempre sotto quella stessa data; ma è assai notevole che al primo posto sia ricordato S. Fortunato, anzi, in qualche esemplare dello stesso Martirologio si legge soltanto il suo nome. Doveva essere perciò un martire assai celebrato a cui è stato poi associato il culto del primo vescovo.

Luglio 19 Sant' Arsenio il Grande

Sant' Arsenio il Grande
Eremita
19 luglio
Roma 354, † Troe 450

S. Arsenio, eremita in Egitto e uno dei più celebri "padri del deserto". Il santo anacoreta però non amava rompere la rigida osservanza del silenzio neppure con un pellegrino che venisse da lontano. E quando non poteva sottrarsi a queste visite d'obbligo, le sue rare e monosillabiche risposte scoraggiavano anche il più devoto degli interlocutori, al punto che questi se ne andava quasi più sconcertato che edificato. Arsenio era nato a Roma intorno al 354 da nobile famiglia senatore. Un'antica tradizione dice che egli fu ordinato diacono dallo stesso papa Damaso. Nel 383 l'imperatore Teodosio lo volle a Costantinopoli per affidargli l'educazione dei figli Arcadio e Onorio. Vi restò undici anni, fino al 394, quando in seguito a una profonda crisi spirituale ottenne l'esonero da quell'incarico per ritirarsi nel deserto egiziano. Chiedendo a Dio una sicura via per giungere alla salvezza, una voce misteriosa gli avrebbe risposto: "Fuggi gli uomini". Il quarantenne Arsenio seguì alla lettera il consiglio: sbarcato ad Alessandria d'Egitto, si aggregò alla comunità degli anacoreti di Scete, in pieno deserto. Concedendosi pochissimo sonno, trascorreva notti intere in preghiera e meditazione: una preghiera fatta più di lacrime che di parole, poiché egli ebbe da Dio il "dono del pianto". Dal 434 al 450, che si presume sia l'anno della morte, Arsenio dovette vivere lontano dalla tranquilla Scete, invasa da una tribù libica. Morì a Troe presso Menfi. Di lui, oltre a una cronistoria e a sagge massime, riferite da Daniele di Pharan, amico di due discepoli di Arsenio, ci resta addirittura un ritratto in cui appare di bell'aspetto, maestosamente alto e asciutto.