Riflessioni di una moglie al ritiro di don Secondin

È molto bello partecipare insieme al mio sposo a questi incontri. Penso infatti che con il diaconato l’amore coniugale si rafforza e cresce portando all’interno della famiglia e degli impegni pastorali quella verità di cui il buon Dio ci ha fatto dono e testimoni: essere l’aiuto l’uno dell’altro.
Nell’incontro di Sabato 30 Novembre 2013 ci è stata offerta l’opportunità di riflettere sull’Avvento in preparazione al prossimo Natale. Il relatore, padre Bruno Secondin, un carmelitano esperto nella Lectio Divina, è stato molto bravo nel mostrarci la personalità di Giuseppe come padre putativo di Gesù, come uomo e come sposo innamorato di Maria.       
È stata una chiave di lettura molto vicino a noi a partire dai turbamenti di Giuseppe dopo l’annuncio dell’angelo. Somigliano un po’ ai turbamenti nostri, soprattutto dei nostri sposi, chiamati ad essere ministri nella Chiesa e non sempre secondo i nostri progetti. Padre Bruno ha continuato mettendo in risalto una cosa che a me sta molto a cuore: il linguaggio sponsale. Quanto bene fa a noi sposi parlare con le parole di Gesù, usare le sue espressioni, il suo tono di voce, i suoi gesti, il suo stile di vita. È proprio vero che il bambino Gesù costringe tutti a ricomporsi, a rivedersi. È la presenza di Gesù, infatti, che ci aiuta ad essere obbedienti al progetto di Dio, è la sua presenza che ci aiuta a non essere di ostacolo agli impegni dei nostri sposi-diaconi, ma ad aiutarli, a stargli accanto, quando e dove possiamo; è la presenza di Gesù che ci aiuta nell’educazione dei figli. È stato molto incoraggiante sentire che Gesù cresceva obbediente, maturo, serio; tutti attributi trasmessi dal suo papà Giuseppe e da Maria. Questo ci aiuta, avendo figli adolescenti, a fidarci di più di loro, lasciandoli ai progetti di Dio con la certezza che ciò che noi gli abbiamo trasmesso, sarà ancora più visibile nelle vie dove il Signore li chiama.
Infine, bellissimo  l’incontro di Maria con Elisabetta. Ciascuna canta per l’altra, e le loro paure si sciolgono. Che bello fare esperienza di lodare il Signore per quanto ci dona, lodare lo sposo per l’amore che ogni giorno ci mostra, per le attenzioni continue.                                   
 La lode scioglie le paure!
Penso ancora a Giuseppe. La scrittura, ci ha detto il relatore, non dice del suo dramma interiore, non ne parla, perché la Parola di Dio non fa cronaca, fa cammino. L’impegno in questo tempo per me è proprio questo: ringraziare il Signore per il cammino fatto finora, ringraziarlo per questi incontri perché ci aiutano a non fare cronaca con un linguaggio che non è di Dio.
Grazie a Padre Bruno e buon cammino

Rosanna, sposa di Francesco Guida