Incontro del Collegio Diaconale di Napoli con l’Arcivescovo 

Sabato 18 giugno, nell’aula magna della FPTIM, il Collegio dei Diaconi della Chiesa di Napoli ha accolto l’Arcivescovo Mons. Domenico Battaglia per l’incontro di fine anno. 

Tale appuntamento, insieme alla Celebrazione dell’Ufficio delle Ore del Venerdì Santo costituiscono due consolidati momenti che vedono uniti le tre espressioni dell’Ordine sacro: Vescovo, Presbiteri e Diaconi.
L’incontro è iniziato con la Preghiera e il saluto di S.E. Mons. Gennaro Acampa a Mons. Battaglia e ai numerosi Diaconi e mogli convenuti.
Don Carmine Nappo, direttore dell’Ufficio, ha brevemente relazionato sulle attività svolte durante l’anno pastorale che volge a termine.

Quest’anno sono riprese in presenza, dopo la stasi dovuta all’emergenza sanitaria, gli incontri di formazione sia a livello diocesano sia a livello decanale.
Il primo incontro, tenuto il 17 dicembre u.s. nel Tempio dell’Incoronata a Capodimonte, è stato guidato da Mons. Gennaro Matino, che ha illustrato ai convenuti i lavori per il XXXI Sinodo della Chiesa di Napoli, indetto da Mons. Battaglia.
Il secondo incontro, svolto il 5 febbraio nella Parrocchia dei Santi Pietro e Paolo in Ponticelli è stato guidato da S.E. Mons. Francesco Beneduce che ha relazionato sulla Esortazione Apostolica Evangelii Gaudium. A questi due incontri hanno fatto seguito gli incontri interdecanale guidati da don Oreste Rinaldi sulla Liturgia.
Nel contempo è continuata, con maggior lena anche per il particolate momento storico (pandemia e guerra in Ucraina), l’opera dei Diaconi nella Chiesa di Napoli nei vari ambiti che li vedono protagonisti: Caritas (mense, empori solidali, assistenza ai più bisognosi, extra comunitari, rifugiati.) Carceri (opera di volontariato a Poggioreale e Secondigliano), Centri di Ascolto, Ospedali e case di cura.
Molto apprezzata è stata la visita al Museo Diocesano di Largo Donnareggina, guidata da Mons. Adolfo Russo, durante la quale i partecipanti hanno potuto seguire una meditazione spirituale su Maria, ammirando e contemplando un dipinto del Museo. Quest’esperienza, interessante e efficace, potrebbe aprire la strada per un completamento dell’iter di formazione al Ministero.  Infine, ma solo in ordine temporale, Don Carmine ha ricordato l’annuale bellissima esperienza degli Esercizi Spirituali Residenziali predicati da Mons. Acampa, che in quattro turni hanno visto la partecipazione di molti diaconi accompagnati dalle mogli e, nell’ultimo turno di giugno, anche i figli. In particolare quest’ultimo appuntamento, anch’esso consolidato nel tempo, vede la piena partecipazione dei figli dei diaconi che, parallelamente ai loro genitori, seguono il corso di esercizi spirituali sullo stesso tema, rappresentando scenicamente in ultimo l’argomento prescelto.
E’ stata quindi la volta della presentazioni e accoglienza da parte del Collegio degli otto Neo Ordinati il 22 maggio, che hanno condiviso con i presenti il loro cammino di formazione e le esperienze maturate in questo percorso.
Momento fondante dell’incontro sono state le testimonianze presentate da alcuni diaconi, qualcuno con la moglie, maturate nei loro ambiti di vita sociali.
Tre diaconi hanno presentato la loro attività ministeriali nei seguenti ambiti:
-          Caritas, come coordinatore delle varie mense che offrono pasti ai senza fissa dimora in diverse parti della città, di empori solidali, centri di ascolto, centri di accoglienza;
-          Assistenza materiali ai fratelli bisognosi: raccolta di beni di prima necessità (pane, alimenti) e distribuzione porta a porta;
-          Carcerati: assistenza e accompagnamento catechistico e sociale degli ospiti di Poggioreale e Secondigliano.
Altri tre diaconi, hanno presentato le loro esperienze maturate nel campo medico, bancario e sociale:
-          Assistenza ai malati terminali e lungo degenti.  Una testimonianza presentata da un diacono medico molto commovente e coinvolgente perché in questi momenti si sperimenta l’opera del Padre Misericordioso, attraverso lo Spirito Santo che opera non solo nel fratello ammalato ma anche nei cari che assistono:
-          Vita ministeriale di un diacono nell’arido campo del Credito e della Finanza, dove si scontrano interessi contrastanti che vedono al centro il diacono-dipendente che deve obbedire alla voce del suo ministero e alle regole imposte dal suo datore di lavoro a cui si è legati non solo con un rapporto giuridico o di “casacca” ma da un rapporto che con il passare del tempo diventa affettivo.
-          Vita ministeriale quotidiana di un diacono impiegato in una società di servizi. Anche in questo caso gli aspetti del proprio ministero sono duplici e spesso è arduo farli coincidere.
Chiaramente in tutte le testimonianze è da mettere in risalto anche i rapporti con i colleghi di lavoro. Spesso con essi si trascorrono più ore insieme che con i propri cari. E anche in questo caso l’apporto di amore fraterno da parte del diacono è fondamentale per costruire una “comunità fraterna” che vede tutti uniti da un unico intento: essere Chiesa uniti nel Battesimo e uniti nel servizio da offrire ai fratelli.
Una coppia diaconale, insegnanti di Religione in un Liceo, ha offerto la loro testimonianza; anch’essi hanno illustrato il loro compito di educatori, testimoni del Vangelo e Diacono nel mondo scolastico che spesso è espressione delle difficoltà che intessono la nostra quotidianità con manifestazione di disagio, sociale, giovanile, di crisi familiari.
Tre mogli, infine, hanno testimoniato l’essere “moglie di un Diacono”.
La moglie del Diacono ricopre un ruolo fondamentale nella vita e nel Ministero del marito. Essa non è colei che ha espresso il suo parere favorevole all’ordinazione del coniuge, ma è colei che condivide l’esperienza di vita in virtù del Sacramento del Matrimonio, il Sacramento che fa nascere la coppia e la famiglia e poi l’esperienza Ministeriale, nel suo specifico ruolo di moglie, accompagnando il marito con la preghiera comune e il sostegno morale insieme ai figli.
Mons. Battaglia, nel suo intervento, ha ringraziato tutti per la presenza a quest’incontro e le testimonianze presentate che “hanno nutrito il suo spirito”,
La preghiera finale e la benedizione dell’Arcivescovo hanno terminato la fruttuosa mattinata.

                                                                                                         Giuseppe Daniele

 

18 giugno 2022

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