Congratulazioni!

Stamattina nell’Aula della Pontificia Facoltà Teologica dell'Italia Meridionale di Capodimonte, Don Carmine Nappo, Direttore dell’Ufficio dei Diaconi Permanenti della Diocesi di Napoli, ha discusso la Tesi di Dottorato in Teologia dal titolo “ La dinamica relazionale nell'azione ecclesiale alla luce di alcuni autori contemporanei.", Direttore il Ch.mo Prof Don Gennaro Matino, Primo Relatore il Ch.mo Prof.  Filippo Toriello, Secondo Relatore il Ch.mo Prof. Ecc.za Mons. Antonio Di Donna.
Al termine della discussione il Prof. Don Gennaro Matino ha evidenziato le novità espresse nel lavoro presentato da don Carmine, auspicando la necessità che le sue tesi diventino vita quotidiana nella prassi ecclesiale.
La Commissione esaminatrice ha espresso il suo plauso attribuendo al lavoro di don Carmine il voto di 110 e lode, voto sottoscritto da un calorosissimo applauso dei presenti, tra cui alcuni Diaconi accompagnati dalle loro mogli.
Al carissimo don Carmine vanno gli auguri e i complimenti da parte di tutti i Diaconi e delle loro Famiglie.
Ad maiora semper!
diacono Giuseppe Daniele
27 settembre 2019

La Redazione del Sito è vicina a don Carmine e gioisce per questo suo traguardo eccellentemente raggiunto.

  

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C'è un luogo, a Roma, dove la sinodalità sta diventando prassi, esercizio quotidiano, vita vissuta: è la comunità di San Stanislao, a Cinecittà, che da tre mesi è guidata da Andrea Sartori, un diacono che abita nella canonica con la moglie Laura e quattro figli – tre maschi di 20, 19 e 17 anni e una bambina di 10 – e che vorrebbe incidere su una targa “Casa della fraternità”.

Alla Messa e alle confessioni pensa il viceparroco della vicina San Giuseppe Moscati (con un gruppetto di altri preti che stanno offrendo la loro disponibilità), mentre il lavoro pastorale viene portato avanti con un’équipe di diaconi. «Bisogna fare una storia sinodale, sperimentando la comunione con il popolo e con la comunità ministeriale», sottolinea il diacono che, con la sua famiglia, ha intravisto in questa vocazione il modo per «andare verso Dio e verso gli uomini».

Del resto, il servizio è un filo rosso che attraversa l’esistenza di Sartori e la tesse con quella di Laura, conosciuta durante un’esperienza di volontariato con ragazzi disabili. «Prima del matrimonio – racconta – entrambi volevamo andare in missione. Così, appena sposati, abbiamo deciso di partire con i salesiani per il Togo per tre mesi per studiare la realtà e poi, con in mano un progetto che abbiamo elaborato in Italia, siamo tornati in Africa per un anno: di giorno giravamo per la Savana per formare animatori sociali che potessero essere leader nelle microimprese e di sera stavamo in una casa famiglia con 24 bambini Di strada».

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