San Fortunato
martire
12 luglio mr
III sec. Aquileia , COMPATRONO BASILICA DI AQUILEIA

Ermacora, discepolo di S. Marco, venerato come il protovescovo e protomartire di Aquileia fu associato nel culto al diacono Fortunato. La sua figura può essere collocata verso la metà del sec. III. Ai due santi, che appaiono nel Martirologio geronimiano, è dedicata in subordine la basilica di Aquileia dopo la dedicazione mariana. Nelle diverse redazioni nelle quali ci fu tramandato il Martirologio Geronimiano, i due martiri sono notati sempre sotto quella stessa data; ma è assai notevole che al primo posto sia ricordato S. Fortunato, anzi, in qualche esemplare dello stesso Martirologio si legge soltanto il suo nome. Doveva essere perciò un martire assai celebrato a cui è stato poi associato il culto del primo vescovo.

Sant' Atanasio di Gerusalemme
Martire
5 luglio mr
† Gerusalemme 451

Atanasio, diacono della Chiesa della Resurrezione di Gerusalemme. Durante il Concilio di Calcedonia (451), un monaco chiamato Teodosio approfittò dell’assenza del suo vescovo, Giovenale, per far ribellare il popolo di Gerusalemme contro il concilio. Si dichiarò capo degli eutichiani, un gruppo di seguaci di Eutiche di Costantinopoli, che negava l’esistenza della natura umana in Cristo. Atanasio rimproverò pubblicamente Teodosio per lo scandalo che stava causando nel dividere la Chiesa, e sostenne fermamente le decisioni del concilio. Teodosio, considerandolo un fastidioso ostacolo lo fece uccidere o lo uccise lui stesso. Atanasio non è ricordato né nei sinassari, né negli altri libri liturgici greci; fu introdotto nel Martirologio Romano dal Baronio che ne fissò la commemorazione al 5 luglio.

San Bonifacio
Martire
2 luglio mr
Cartagine

A Cartagine, ricordo dei SS. martiri Liberato, abate, Bonifacio, diacono, Servio e Rustico, suddiaconi, Rogato e Settimo, monaci, e il fanciullo Massimo, che, durante la persecuzione scatenata dal re ariano dei Vandali Unnerico, dopo essere stati sottoposti a terribili torture, portarono a compimento il duro percorso della loro battaglia, venendo incoronati dal Signore: alcuni bruciati, altri picchiati con le mazze, le teste fracassate dai colpi dei bastoni, per essersi professati cattolici ed aver difeso l'unicità del battesimo.

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